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Massimiliano Jattoni Dall’Asén

L'allarme sulla produzione dei farmaci in Asia e il nodo dei medicinali equivalenti: «La farmacia deve lavorare in rete con medici e Case di comunità»

L'ultima tessera potrebbe essere la vendita della rete di farmacie Hippocrates, il maggiore gruppo italiano del settore, per cui diversi fondi d’investimento hanno già manifestato interesse. Ma la partita è iniziata anni fa, quando la legge annuale per il mercato e la concorrenza del 2017 ha aperto la proprietà delle farmacie anche alle società di capitali, cambiando il volto di un settore tradizionalmente fatto di imprese familiari. Da allora il comparto ha attirato fondi e grandi gruppi, fino a diventare uno dei più osservati dagli investitori. Un’evoluzione che riporta al centro una domanda: dove deve fermarsi la finanziarizzazione di un settore che svolge una funzione pubblica? Per il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, la crescita degli investimenti è stata importante, ma la farmacia «deve restare prima di tutto un presidio sanitario».

Presidente, a quasi dieci anni dall’apertura alle società di capitali, qual è il suo bilancio?Nel 2017 molte farmacie attraversavano una fase di forte difficoltà economica e l’arrivo di nuovi capitali ha certamente contribuito a rafforzare molte imprese. Personalmente, però, preferisco avere a che fare con soci industriali piuttosto che con soci finanziari. La farmacia che immaginiamo è prima di tutto un presidio sanitario, non un semplice asset finanziario.