Un moderno polo agroindustriale dedicato alla raccolta, conservazione, lavorazione, confezionamento e commercializzazione delle produzioni ortofrutticole, con particolare attenzione all’uva da tavola di qualità, da realizzare all’interno dell’ex stabilimento Natuzzi di Ginosa: è la proposta progettuale presentata dalla Miim Società Agricola nel corso della riunione del Sepac (Comitato per il monitoraggio del Sistema Economico Produttivo e delle Aree di Crisi), che si è tenuta ieri a Bari.
riconversione industriale Un progetto di riconversione industriale, viene evidenziato in una nota della Miim, che punta a trasformare uno dei simboli della crisi produttiva del territorio (lo stabilimento è chiusa da 13 anni) in un’infrastruttura strategica per l’agroalimentare del Mezzogiorno. Nella proposta della società, rappresentata dal legale rappresentante Giuseppe Trovisi e assistita dall’avvocato Pasquale Leogrande, è previsto l’impiego di circa 100 lavoratori nella fase iniziale, con una crescita progressiva fino a 500 lavoratori stagionali a pieno regime, «privilegiando, nelle procedure di selezione, gli ex dipendenti Natuzzi che manifesteranno interesse ad aderire al nuovo percorso produttivo. Contestualmente - spiega l’azienda - saranno attivati specifici programmi di formazione e riqualificazione professionale per accompagnare la transizione».







