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Sperimentare forme di economia produttiva circolare intrecciate con modelli avanzati di welfare di comunità: è l’idea attorno alla quale ruota l’insieme di interventi integrati che la Fondazione MeSSInA, in collaborazione con il Comune di Roccavaldina, ha messo in campo nel paese tirrenico seguendo le strategie che la caratterizzano. Ed è proprio nei capannoni dell’ex area artigianale alla periferia di Roccavaldina che è sorto questo Centro di produzione, ricerca, formazione e co-working, appunto il Polo olivettiano, il cui cuore è la Fabbrica ecobuddy.

Qui, infatti, viene realizzato a livello industriale un nuovo tipo di bioplastiche a basso impatto ambientale, che utilizzano i rifiuti – le trebbie – della produzione della birra del Birrificio Messina, workers buyout di successo sostenuto dalla fondazione stessa. E più in generale gli scarti della lavorazione agroalimentare del territorio (sansa, silverskin, agrumi e altro).Il processo che ha portato alla messa a punto per il mercato delle bioplastiche ecobuddy ha richiesto un importante e originale lavoro di ricerca sullo sviluppo dei nuovi biomateriali – cofinanziato dal progetto Ue life restart nell’ambito del Programma Life – messo in campo dal dipartimento di Ingegneria dell’Università di Messina e da Crossing, spin off del dipartimento di Nanosistemi dell’Università Cà Foscari di Venezia.