Se ne parla continuamente anche in Parlamento, dei Lea “Livelli essenziali di assistenza”. Perché per legge nazionale voluta dal ministro Roberto Calderoli adesso sono considerati pari ai “Lep - livelli essenziali di prestazione” e quindi permettono di procedere con una intesa tra lo Stato e la Regione Veneto che chiede una maggiore autonomia nel gestire alcune questioni relative alle risorse per la sanità. Ecco perché ha ancora più importanza l’annuale “Monitoraggio dei Lea”, cioè l’esame che il Ministero della Salute fa della situazione della sanità nelle varie Regioni italiane. Da Roma è uscita la nuova pagella, relativa al monitoraggio per il 2024. E il Veneto può festeggiare per il terzo anno consecutivo, perché dopo una parentesi di alcuni anni nell’era Covid è tornato a essere la Regione con i voti migliori.
Come per l’esame di maturità, il voto è espresso in centesimi per le varie materie, e il risultato impressionante è che il Veneto riesce a svettare sia per l’assistenza fornita negli ospedali (voto: 97 su 100), sia per quella nei distretti del territorio (voto: 95 su 100) ed è comunque a livelli altissimi anche per la prevenzione, con un voto di 96 su 100, anche se in questo caso riescono a fare ancora meglio la Provincia di Trento (98) e l’Emilia Romagna (97).












