“Esistono vicende che, se affrontate con intelligenza e senso delle istituzioni, possono trasformarsi da motivo di scontro in un’occasione di crescita per un’intera comunità. Credo che il caso del Teatro Grandinetti sia una di queste. Per questo sarebbe un errore leggerlo esclusivamente come una contrapposizione tra associazioni o, peggio ancora, come uno scontro politico. Il punto, in realtà, è molto più ampio e riguarda il modello culturale che Lamezia Terme vuole costruire per il proprio futuro. Oggi il Teatro Grandinetti è l’unico teatro pienamente operativo della città. Un bene pubblico che, proprio per la sua unicità, rappresenta un patrimonio dell’intera comunità”. E’ quanto afferma Tiziana De Matteo, responsabile cultura Idm Terra Dei Due Mari.
Due realtà non alternative
Che aggiunge: “Da una parte esiste una stagione teatrale di alto livello, che rappresenta un valore per la città e che, è bene ricordarlo, veniva organizzata anche prima dell’affidamento della gestione esclusiva del teatro. La qualità di quella programmazione non è quindi in discussione e nessuno mette in dubbio il lavoro svolto da chi, negli anni, ha portato a Lamezia spettacoli importanti. Dall’altra parte esiste un patrimonio altrettanto prezioso, formato da decine di associazioni culturali, scuole di teatro, scuole di danza, compagnie, realtà musicali e operatori del terzo settore che, ogni giorno, lavorano con bambini, ragazzi e famiglie, costruendo cultura dal basso e contribuendo in maniera determinante alla vitalità culturale della città. Queste due realtà non dovrebbero mai essere considerate alternative. Dovrebbero convivere. Ed è proprio qui che nasce la riflessione che, da settimane, anima il dibattito cittadino.Quando un bene pubblico viene affidato in maniera esclusiva ad un unico soggetto, inevitabilmente quel soggetto acquisisce un vantaggio competitivo che va ben oltre l’utilizzo materiale della struttura. Avere la disponibilità di un teatro significa poter programmare con maggiore continuità, partecipare più facilmente a bandi che valorizzano la disponibilità di spazi culturali e consolidare nel tempo una posizione sempre più forte.









