Sotto la superficie del Mar Ligure, alle Secche di Santo Stefano al Mare, in provincia di Imperia, si trova uno degli habitat più preziosi per la biodiversità mediterranea. Tra pareti rocciose e fondali ricchi di vita crescono estese foreste di gorgonie, organismi marini dalla struttura ramificata che creano vere e proprie "metropoli" sottomarine, offrendo rifugio e protezione a numerose specie.
Proprio in questo ambiente è stata realizzata un’importante operazione di recupero di circa 300 chilogrammi di reti fantasma, lenze e materiali da pesca dispersi, coordinata da Worldrise, organizzazione no profit impegnata per la conservazione del mare, grazie al sostegno di BioNike, nell’ambito del progetto Sea for Tomorrow. L’intervento ha coinvolto la biologa marina Monica Previati, il videomaker subacqueo Fabio Zenoardo e il team del Diving Nautilus, impegnati nelle attività di individuazione e rimozione dei materiali abbandonati sui fondali.
Le reti fantasma rappresentano una delle minacce più persistenti per gli ecosistemi marini: una volta disperse possono rimanere attive per anni, continuando a intrappolare pesci, crostacei e altri organismi e causando danni agli habitat attraverso il loro movimento sui fondali. Alle Secche di Santo Stefano al Mare, il recupero ha permesso di liberare ampie porzioni di foreste di gorgonie, habitat fondamentali dai quali si stima dipendano oltre 1.600 specie per crescita, alimentazione e protezione.







