Haaland nato a Leeds e cresciuto nel mito della Premier. La storia d'infortuni e vendette del padre

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

"Non è male il legno norvegese", era un passaggio della canzone Norwegian Wood dei Beatles, 1965. Stasera tocca ai Rolling Stones, Mick Jagger e Ron Wood saranno in tribuna a Miami a tifare per l'Inghilterra contro la Norvegia. Storia di fuoriclasse inglesi e storia di una partita che ha sapori fortissimi. Erling Haaland è un inglese mancato. È nato a Leeds, suo padre Alf-Inge, giocava nel Leeds United, la squadra che fu della coppia scozzese Joe Jordan, Gordon McQueen. Accade che in un Leeds Manchester United, Haaland padre entrò ferocemente su Roy Keane, poi sfottendolo mentre giaceva sul prato. Fu l'inizio della fine, l'irlandese avrebbe consumato la vendetta qualche anno dopo, quando Haaland si era trasferito al City, dunque derby, dunque tackle violento, rosso diretto per il centrocampista del Manchester United e fine della carriera per Haaland. Stavolta non risulta esserci alcuna vendetta in sospeso, c'è l'Inghilterra che è il teatro del campione figlio, c'è la Norvegia che può rappresentare il ruolo del maggiordomo omicida nei grandi racconti noir, c'è un arbitro, Turpin, della stessa nazionalità di Letexier che ne ha combinate in Argentina-Egitto, c'è una sfida che gli inglesi attendono come fosse la finale ma la nazionale di Solbakken è spinta dai tamburi e dal row che accompagna ormai qualunque azione nel Paese, dal parlamento alle scuole, alle caserme.