Alessandro Poli è stata una figura chiave dell’architettura fiorentina negli anni Settanta. Le sue opere esposte al MoMa di New York, al Centre Pompidou di Parigi e al MAXXI di Roma. Due anni fa ha avuto la diagnosi e ha iniziato a seguire un percorso di arteterapia seguito dalla coop sociale Nomos

Alessandro Poli, figura chiave dell’architettura radicale fiorentina degli anni Settanta, protagonista del gruppo Superstudio, due anni fa ha avuto la diagnosi di Alzheimer ma non si è arreso alla malattia. L'arte ha sempre scandito la sua vita e dall’arte è ripartito per contrastare i pensieri che si ingarbugliano e la memoria che vacilla: la pittura è diventata così un linguaggio in più per comunicare con il mondo, un'occasione di benessere e serenità. Per 5 mesi, supportato dalla Cooperativa sociale Nòmos onlus ha lavorato accanto all’educatore e pittore Matteo Bellesi, usando la pittura come elemento di riabilitazione e benessere psicofisico. Partendo da parole scelte da lui stesso (alcune leggere altre più impegnative), Alessandro Poli ha dato forma ai pensieri, usando prevalentemente il colore, prima su carta poi si tela. Sono nate spontaneamente delle opere, ognuna delle quali “è una piccola apertura, come una finestra su un mondo che prende forma” spiega Bellesi. “Sono tentativi, apparizioni, tracce di un dialogo in cui le parole diventano colore”. Tra le parole positive scelte da Alessandro, ci sono bellezza e tempo, tra quelle negative guerra e solitudine, che lui, da architetto ha trasformato in “case impossibili da ricostruire”. Le opere sono state presentate pubblicamente in una mostra allo spazio delle Murate. Le opere di Poli sono presenti nelle collezioni di diversi musei nel mondo, tra i quali il Centre Pompidou, Paris (Superstudio); Neue Galerie am Landesmuseum, Graz (Superstudio); il Design Museum, London (Superstudio); MoMA, New York (Superstudio); FRAC CENTER, Orleans (Superstudio); Centro Pecci, Prato (Superstudio); Die Neue Sammlung-Staatliches Museum für angewandte Kunst, München; Archivio di Stato, Firenze; Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze; MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma. Collezione MAXXI Architettura.