"L’azienda respinge qualsiasi insinuazione di intento discriminatorio o ritorsivo". Così replica la Giessegi di Appignano, dopo la condanna in primo grado e in appello per aver licenziato un dipendente. "Il provvedimento – assicura l’avvocato Paolo Carnevali – è stato adottato all’esito di un procedimento rigoroso, ove si è reso necessario valutare le molteplici violazioni disciplinari in cui è incorso l’ex dipendente, in ogni caso nel rispetto delle garanzie previste dalla legge e dal contratto". L’azienda ribadisce di aver adottato misure disciplinari "graduate e conservative. Il ricorso al licenziamento ha rappresentato una scelta eccezionale: in oltre quarant’anni di attività, l’azienda vi ha fatto ricorso in un esiguo numero di occasioni. Giessegi Industria Mobili è una realtà radicata con più di 500 dipendenti e un indotto che coinvolge decine di imprese locali. La tutela della sicurezza, dell’efficienza organizzativa e della correttezza nei rapporti di lavoro costituisce un valore primario, a garanzia di tutti i lavoratori e delle loro famiglie". L’azienda annuncia il ricorso in Cassazione contro le sentenze, per far valere le proprie ragioni.

"È difficilissimo trovare operai – commenta l’amministratore Giabriele Miccini (foto) –, licenziare quelli che abbiamo è l’ultima cosa che vogliamo fare. Ma qui c’era stata una serie di comportamenti scorretti e ingiustificati che non potevamo ignorare".