HomeComoCronacaL’ultimo conto: 2 anni di carcere per l’evasioneEra rimasto l’ultimo processo in sospeso, ma allo stesso tempo quello che, per alcune settimane, lo aveva reso celebre...Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciEra rimasto l’ultimo processo in sospeso, ma allo stesso tempo quello che, per alcune settimane, lo aveva reso celebre in tutta Italia: la fuga da cimitero di Brenzio della mattina del 12 marzo 2022. Per la quale Massimo Riella (nella foto), cinquantenne di Gravedona, all’epoca detenuto al Bassone di Como, è stato condannato a 2 anni di reclusione. Quel giorno era scappato agli agenti di polizia penitenziaria che lo avevano portato a fare visita alla tomba della madre, e che per quei pochi minuti, in un gesto di riguardo non ricambiato, gli avevano tolto le manette. Riella aveva colpito gli agenti che aveva accanto e si era gettato in un dirupo ricoperto di rovi, scatenando una caccia all’uomo che si era conclusa solo il 16 luglio, quando era stato catturato in Montenegro. Alle spalle, Riella, ha una condanna per la rapina in abitazione avvenuta a ottobre 2021, per la quale era detenuto all’epoca dell’evasione, che nel frattempo si è tradotta in una condanna a 8 anni di reclusione diventati definitivi. Ma nel suo casellario compaiono anche altre condanne per evasioni e armi, oltre a denunce per bracconaggio. La sua latitanza da marzo e luglio 2022, ha inoltre generato ulteriori processi, a carico delle persone che lo avevano nascosto e aiutato, anche fornendogli i documenti falsi che gli avevano garantito di poter raggiungere il Montenegro, dove era stato individuato grazie alle indagini condotte dai carabinieri di Menaggio e della polizia penitenziaria, a Podgorica casa dell’ennesimo soggetto che lo stava ospitando, dove aveva fatto irruzione l’Interpol.
L’ultimo conto: 2 anni di carcere per l’evasione
Era rimasto l’ultimo processo in sospeso, ma allo stesso tempo quello che, per alcune settimane, lo aveva reso celebre...






