<p>Aumentare la spesa militare non basta più.

Bisogna cambiare il modo in cui la si finanzia. È da questa convinzione che prende forma la Defence, Security and Resilience Bank (Dsrb), la banca multilaterale della difesa promossa dal premier canadese Mark Carney per sostenere il riarmo dell'Occidente.

L'obiettivo dell'istituto, che punta a diventare operativo entro il 2027, è mobilitare fino a 117 miliardi di euro per rafforzare la capacità produttiva dell'industria attraverso prestiti di lungo periodo, garanzie e altri strumenti finanziari. </p><p>Il progetto ha già trovato i primi nove soci: oltre al Canada (dove avrà sede) anche Albania, Belgio, Grecia, Lettonia, Romania, Turchia, Ucraina e Lussemburgo (dove si prevede la base europea).

E ora anche l'Italia ragiona sull'adesione. </p><p>Secondo quanto risulta a Milano Finanza, il governo Meloni sta valutando l'ingresso nell'istituto: il dossier è sul tavolo dei tecnici ministeriali che stanno analizzando costi, governance e potenziali ricadute industriali di un eventuale ingresso.

Nessuna decisione è stata ancora presa ma, come confermano fonti governative a questo giornale, il confronto è serrato. </p><p>Il timing non è casuale.