<p>Il patrimonio genetico individuale e la composizione del <strong>microbiota intestinale</strong> possono sviluppare interazioni che hanno un ruolo nella progressione del <strong>tumore al colon-retto</strong>.

Questa conoscenza apre la strada ad approcci nuovi di medicina personalizzata, sia nella prevenzione sia nella cura. </p> <p>Un risultato frutto dello studio internazionale coordinato da ricercatori dell’<strong>Università Cattolica del Sacro Cuore</strong>, della <strong>Fondazione Policlinico universitario A.

Gemelli Irccs</strong> e dell’Università di Monastir, in Tunisia.

Gli scienziati hanno analizzato il <strong>Fusobacterium nucleatum</strong>, un batterio normalmente presente nella cavità orale, spesso riscontrato anche all’interno del tumore del colon retto.

Si tratta di un microrganismo che già diversi lavori avevano associato a una prognosi meno favorevole e a una maggiore aggressività della malattia.<span contenteditable="”false”"> </span> </p> <h2>L'analisi dei campioni e il ruolo del gene SLC22A4</h2> <p>Attraverso l’analisi dei campioni tumorali e dei tessuti intestinali adiacenti provenienti da 99 pazienti, gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista scientifica Gut Microbes, hanno osservato che il rapporto fra <strong>Fusobacterium nucleatum</strong> ed <strong>Escherichia coli</strong> è significativamente più elevato nei tumori rispetto ai tessuti sani.