Insomma, eccoci qua. È una mattina di luglio con 35 gradi. Manca l’aria e le telecamere sono già puntate a favore di un ex generale della Folgore sudato fradicio che si spoglia e intona «No, je ne regrette rien» di Edith Piaf. E dopo averla cantata e ricantata, per non scontentare nemmeno un cameraman - «Non rimpiango nulla, né il bene che mi hanno fatto, né il male» - aggiunge: «Sono tutti bravi a intonare Bella Ciao, dopo un comizio. Molto più difficile è cantare dopo l’esercizio fisico». Sanremo, Italia, anno 2026. Il cinegiornale Vannacci oggi prevede il primo episodio di «La tre giorni dei futuristi. Mens sana in corpore sano». Insomma, il generale intende spiegare alla nazione che lo sport fa bene alla salute e rafforza i pensieri. E quindi: «Se fai sport, ti stanchi e vai a dormire. Chi fa sport non esce alla sera, non vede i maranza, non va a fare parte delle baby gang. Le mie figlie, per esempio.. .». La sporca dozzina dei vannacciani è stata convocata al gran completo. «Alle elezioni noi non potremo fallire, perché siamo già dei falliti». Le alleanze? «Le decideremo all’ultimo. Ma non tradiremo i nostri principi».
C’è tutto il repertorio del generale, sempre più perfezionato. «Questa è una cosa un po’ fantozziana, è la nostra coppa Cobram». Generale dicono che lei sia un po’ para… «Paracadutista!». A petto nudo: «Ci vuole un fisico bestiale». Generale, anche Beppe Grillo fece la traversata dello stretto di Sicilia a scopo elettorale: «Sì, ma lui lo dovettero tirare a bordo come un tonno». Generale, progettare la remigrazione non è estremismo? «No, rimandare nel proprio Paese chi ha una cultura non assimilabile alla nostra non lo è». Non è razzista? «Lavorare in un Paese non vuol dire fare parte della nazione che lo ospita. Tu lavori e poi, quando hai finito di lavorare, torni a casa tua». Un selfie, una vigorosa stretta di mano. «Adesso la Schlein per emularci si inventerà la gara di arrampicata sugli specchi». «Lo sport è rigore. Lo stesso rigore che dobbiamo implementare nella vita». «Sì, anche nel ventennio lo sport era stato implementato. Ma perché dobbiamo per forza criticare Mussolini?». «Lo sport porta principi sanissimi. La competizione». «Nello sport c’è di bello che non si può fregare. Non c’è il concorso truccato». Il generale ha 957 mila follower su Instagram, ma la realtà è un’altra cosa. Due dozzine di ciclisti vanno con lui, una dozzina di corridori. Nella prova di nuoto, saranno anche meno. Ma non è questo l’importante. Quello che conta è lo specchio che gli stiamo offrendo. Sempre più simile a Alberto Sordi, sempre più arcitaliano. Vannacci è perfettamente a suo agio nella parte. Non è esercizio fisico, ma prova mediatica. Così si capisce in fretta che, mentre lui va in bici e rilascia interviste, mentre lui corre e rilascia interviste, mentre lui si spoglia in pubblico per sfoggiare l’italico slip di un colore «azzurro mundial» e rilascia interviste, mentre sta usando tutti noi per il suo cinegiornale, la domanda più importante diventa un’altra. E la domanda è questa: chi c’è - proprio adesso - intorno al generale Vannacci? Un imprenditore nel ramo serramenti di nome Christian Volpi, con la celtica al collo e un tatuaggio sull’avambraccio destro: «Morte agli infami».












