Le biennali sono il luogo in cui i paesi costruiscono un racconto di sé. Padiglioni nazionali, diplomazia culturale, identità da esibire attraverso l’arte. Il debutto di Malta alla 16ª Biennale di Gwangju, in programma dal 5 settembre al 15 novembre, sceglie però una direzione diversa. Più che rappresentare un Paese, Bejn / in-between riflette sull’idea stessa di appartenenza. Bejn, in maltese, significa «tra»: uno spazio di passaggio, una soglia, un territorio di relazione prima ancora che un’identità definita.
La scelta dialoga con il tema della Biennale, You must change your life, affidata all’artista e curatore singaporeano Ho Tzu Nyen, e si traduce in un progetto che mette al centro il confronto tra Mediterraneo e Corea del Sud. Più che un insieme di opere trasportate dall’Europa all’Asia, il padiglione nasce come un processo. Gli artisti trascorreranno infatti tre mesi in residenza a Gwangju, lavorando direttamente negli spazi di Horanggasy. La mostra diventa così l’esito di un’esperienza condivisa, costruita nel tempo dell’incontro anziché nella distanza della rappresentazione.
Curato da Moon Hyun Jeoung e coordinato da Toni Attard, il progetto riunisce Norbert Francis Attard, il collettivo Ponks – formato da Sam Alekksandra e Julien Vinet – e il compositore e sound designer Michael Quinton.







