Dalle antiche segrete sotterranee che tenevano «al fresco» i prigionieri in tempi in cui non esisteva il diritto, al caldo soffocante delle attuali carceri, la pena inumana è ancora il comune denominatore. Non a caso ieri, concludendo la sessione aperta il 6 luglio a Strasburgo, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (Cpt) del Consiglio d’Europa ha acceso un faro sull’impatto della crisi climatica nei luoghi di privazione della libertà evidenziando come le ondate di calore colpiscano in modo particolarmente grave le persone detenute – condizioni che il sovraffollamento rende ancora più insostenibili – e chiedendo agli stati membri interventi immediati. «Garantire acqua potabile, ventilazione, ombreggiamento, accesso agli spazi esterni nelle ore più sicure e interventi di adattamento degli edifici non è una questione di comfort, ma di tutela dei diritti fondamentali», ha sottolineato Elisabetta Zamparutti che del Cpt è la componente italiana.

OLTRE ALLE 18 MILA persone detenute in più rispetto alla capienza effettiva, rinchiuse in celle arroventate, in molti penitenziari sono state riscontrate forti carenze igienico sanitarie, a cominciare da Sollicciano che per questo motivo il mese scorso è stato sottoposto a sequestro preventivo da parte della magistratura. Al provvedimento però è seguita una incredibile circolare del provveditorato regionale del Dap della Toscana che invita i direttori degli altri istituti ad accogliere i detenuti trasferiti da Sollicciano in ogni modo, perfino ricorrendo a brande o materassi buttati a terra. Una disposizione che, ancora ieri, Roberto Giachetti non ha esitato a definire «fuorilegge», chiedendone l’immediato ritiro. «È inaccettabile – scrive in una nota il deputato di Iv insieme a Rita Bernardini, presidente di Nessuno tocchi Caino – trasformare l’emergenza in regola e chiedere agli istituti di arrangiarsi, anche oltre i limiti della dignità umana. In queste condizioni, ogni ulteriore trasferimento rischia solo di allargare l’emergenza. Servono invece interventi urgenti, strutturali e immediati come la liberazione anticipata speciale» contenuta in una proposta dello stesso Giachetti che è rimasta lettera morta.