Napoli abbraccia il suo futuro. Nell’anno del decimo anniversario dell’apertura del campus universitario della Federico II di San Giovanni a Teduccio, continua il racconto di una dimensione che riesce a fare da ponte tra il mondo delle università e quello del lavoro.L’universo delle Academy è solo un tassello di una realtà che compie passi sempre più avanti verso il digitale, la tecnologia e l’industria dell’IA. Nella cornice dell’aula magna del polo si è svolto il Graduation Day di Digita Academy, in collaborazione con Deloitte, arrivato alla sua nona edizione. Nove mesi di esperienza con aziende che permettono agli studenti di lavorare in sinergia su progetti originali che coinvolgono l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie dell’industria informatica.
Digita, Graduation Day a San Giovanni a Teduccio. Manfredi: «Una scommessa vinta»L'evento Ad introdurre la giornata, partita con un road show nell’aula Digita dove gli studenti hanno presentato i progetti realizzati durante il percorso, è stato il direttore dell’Academy, il professor Antonio Pescapè. «Digita, in questi 10 anni, ha rappresentato per San Giovanni un’esperienza molto importante - ha detto - abbiamo sviluppato progetti con più di 200 partner, trattando e lavorando su tecnologie profondamente all’avanguardia». L’Academy, il prossimo anno, festeggerà i suoi primi 10 anni in partnership con un colosso della consulenza e dei servizi professionali come Deloitte. «Tutto questo ha dimostrato come la coesistenza tra pubblico e privato sia fondamentale per affrontare problemi così complessi - spiega Pescapè - l’obiettivo è riuscire a costruire un ecosistema capace di dare risposte alle sfide del momento». I saluti Visita a sorpresa di Gaetano Manfredi tra i banchi dei giovani “digiters”. Un decennio fa, quando ricopriva ancora il ruolo di rettore della Federico II, fu tra i principali promotori dell’apertura del campus. «Questo polo è uno degli ecosistemi più grandi e competitivi a livello europeo - ha chiarito il primo cittadino - Digita ha formato, in un decennio, più di 600 persone, con centinaia di imprese del territorio coinvolte». Poi, un riferimento ai recenti dati pubblicati dalla Banca d’Italia riguardo l’impiego nel mondo del digitale in città. «Napoli oggi, secondo gli ultimi dati elaborati dalla Banca d'Italia, è la città italiana con il maggior numero di assunzioni nel settore dell'alta tecnologia e della consulenza - ha chiarito Manfredi - una scommessa vinta ma anche un punto di partenza per il futuro». La partnership Main partner del progetto resta Deloitte, rappresentata da Alessandro Lizzi, responsabile della sede di Napoli. «Una delle nostre ambizioni principali, mettendo in piedi quest’Academy, era creare una realtà che potesse fare da link tra aziende, risorse e territorio» spiega. Con la consegna dei diplomi nell’aula magna, si chiude una classe composta da 50 studenti di alto profilo, selezionati tra ben 500 candidature di giovani provenienti da tutta Italia e non solo. Oltre 600 ragazzi formati in nove anni di attività, con il 98% di possibilità di inserimento nel mondo del lavoro e quasi 300 project work realizzati in collaborazione con realtà lavorative del Paese. Il futuro Una nona edizione che apre le porte, in maniera entusiasta e fiduciosa, verso un decennale che aspira a rendere ancor più centrale il progetto dell’Academy di Digita nella formazione dei lavoratori del futuro. Una prospettiva che si apre a un bando, disponibile dal 10 luglio fino ai primi giorni di ottobre, che guarda sempre di più all’intelligenza artificiale, già protagonista assoluta dell’edizione 2025/2026. «Proseguiremo su tutta la parte dell’IA - spiega Alessandro Lizzi - inseriremo una serie di novità, come la quantum technology, e aumenteremo il nostro impegno sul tema della cyber security». Altra proposta, invece, sarebbe quella di far fare un passo avanti anche al modo di dialogare con il mondo del lavoro. «I futuri progetti di Digita riguardano il potenziamento di questo sistema già avviato - conclude Pescapè - le aziende ci possono proporre un progetto e noi creeremo dei team multidisciplinari che punteranno a realizzarlo».








