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Mercoledì a Napoli si è svolta la prima manifestazione del cosiddetto “campo largo”, l’alleanza futuribile tra PD, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. L’idea era di mostrarsi come un fronte unito in vista delle elezioni politiche del 2027, ma non è riuscita: un po’ per le contestazioni ricevute a Napoli da Potere al Popolo e da un comitato militante di disoccupati, e soprattutto per una frase sulla Russia pronunciata dal leader del M5S Giuseppe Conte, che ha generato polemiche all’interno di quello stesso campo largo che dovrebbe formarsi e consolidarsi nei prossimi mesi.
Dal palco in piazza del Gesù, Conte stava criticando il piano dell’Italia per aumentare le spese militari e «acquistare armi americane per compiacere Trump». A un certo punto ha detto: «Pensate che stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti», usando anche toni complottistici («queste cose non le dicono, ve le dico io»).
Non è la prima volta che un esponente del Movimento dice cose che ricalcano in una certa misura la propaganda russa. È lo stesso partito che, oltre a essere contrario al riarmo, si è sempre opposto all’invio di armi in Ucraina, a differenza per esempio del PD, che almeno nelle sue correnti più moderate, come quella definita “riformista”, ha mantenuto un convinto sostegno dell’Ucraina dopo l’invasione del 2022.












