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Maria Teresa Meli

Polemica sulle frasi del leader, Gori: posizioni inconciliabili. L’ipotesi di rinviare l’evento di Padova

ROMA Non si può certo dire che la manifestazione a Napoli del centrosinistra ristretto sia stata un successo. Tant’è vero che i leader di Pd, M5S e Avs stanno considerando il rinvio della seconda data, quella del 15, a Padova o, quanto meno, l’ipotesi di fare un comizio al chiuso onde evitare piazza vuota e incidenti. Ufficialmente l’eventuale slittamento verrà attribuito al fatto che Elly Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni non possono assentarsi durante la battaglia parlamentare sulla legge elettorale. Come se non bastasse, le parole di Conte dal palco di Piazza del Gesù nuovo, quelle in cui sosteneva che la Russia non è «una minaccia per l’Europa», tralasciando il fatto che l’Ucraina è Europa e che la Polonia, messa nel mirino da Putin, stia nella Ue, hanno provocato molte polemiche. Il Pd versione Schlein, almeno pubblicamente, fa finta di niente. Afferma il responsabile Esteri Beppe Provenzano: «Le nostre posizioni sull’Ucraina sono note, chiare e le più coerenti, a ogni livello rispetto a qualsiasi partito». Dice Alessandro Alfieri: «Non sono d’accordo con Conte, ma conosco il suo pragmatismo, faremo sintesi». Nel frattempo l’ex premier la sintesi la fa da solo e a In Onda chiede un negoziato con Putin (che non lo vuole) purché il mediatore per l’Europa non sia Draghi «che ha avviato la deriva bellicistica».