| 10 Luglio 2026 17:02 |
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(Adnkronos) – Le ondate di calore rappresentano un rischio crescente per la salute delle persone più fragili: anziani, pazienti cronici, immunodepressi e persone con diabete. Tra le categorie più esposte “ci sono anche i detenuti, soprattutto negli istituti penitenziari caratterizzati da sovraffollamento e celle condivise, dove le elevate temperature si sommano a condizioni ambientali già critiche”. Così all’Adnkronos Salute Antonio Magi, segretario generale del Sumai-Assoprof, il sindacato dei medici specialisti ambulatoriali. “Il caldo aumenta la problematica – sottolinea Magi -. Alle difficoltà legate alla diffusione di eventuali malattie infettive si aggiungono infatti i rischi connessi alle alte temperature, che possono aggravare patologie preesistenti e mettere in pericolo la salute delle persone più vulnerabili. Per questo, secondo noi di Sumai è necessario garantire ai detenuti condizioni adeguate di tutela sanitaria, ricordando che il diritto alla salute vale anche per chi sta scontando una pena”.
Per Magi il problema “non è solo climatico”. Il “sovraffollamento delle carceri e la promiscuità all’interno delle celle rendono più difficile prevenire i rischi sanitari. Spazi ristretti e condivisi favoriscono infatti la diffusione delle infezioni e complicano la gestione delle persone con condizioni di salute già compromesse. A queste criticità – fa notare – si aggiunge un’organizzazione dell’assistenza sanitaria spesso insufficiente. Nella maggior parte degli istituti penitenziari, quando un detenuto ha bisogno di una visita specialistica o di un esame diagnostico deve essere trasferito in una struttura sanitaria esterna, con procedure complesse che richiedono personale di scorta, autorizzazioni e percorsi dedicati, oltre a costi elevati”.













