Segreti militari e politici trafugati dal lucano Di Pasquale. L’ordinanza del GIP: Vendute informazioni anche riservate. L’arresto dell’ex 007 lucano dà inizio a una crisi diplomatica.
L’arresto della talpa lucana che vendeva segreti di Stato e informazioni militari ai russi ha segnato l’inizio di una profonda crisi diplomatica tra Roma e Mosca, i cui rapporti risultano già compromessi a causa del conflitto in Ucraina. Nella giornata di ieri, infatti, a seguito dell’arresto del cinquantanovenne Vincenzo Di Pasquale, originario di Matera, e di altri sei uomini, il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha reso noto sui suoi canali social la decisione del governo di “espellere due addetti militari dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, responsabili delle attività di spionaggio emerse nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma”. I due nomi, comunicati all’Ambasciata Russa, sono quelli di Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, i quali dovranno ora lasciare il territorio italiano entro 3 giorni.
Proprio il nome di Mikhail Astakhov, presunto agente dell’intelligence militare russa (GRU), accreditato in Italia con copertura diplomatica e quindi coperto di immunità, appare più volte nell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari nei confronti di Di Pasquale, ex sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri ed ex agente operativo dell’AISI (l’Agenzia informazioni e sicurezza interna) accusato, scrive il GIP, di essersi procurato, “a scopo di spionaggio politico o militare”, informazioni che, nell’interesse della sicurezza e della politica interna e internazionale dello Stato, avrebbero dovuto rimanere segrete.











