Non si placano le polemiche sul caso Balogun ai Mondiali. Il comitato organizzatore difende l’ingerenza di Trump: “Volevamo un trattamento equo”.
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Ci ha pensato il campo a mettere tutti d'accordo, o quasi, spegnendo le polemiche per il caso Balogun. La vittoria perentoria del Belgio contro gli USA negli ottavi di finale ha fatto passare un po' in secondo piano il polverone per la sospensione della squalifica dell'attaccante che ha indignato il mondo del calcio. Impossibile pensare però che tutto venga dimenticato, visto che si parlerà a lungo dell'ingerenza della politica nel mondo del calcio e dell'operato del presidente USA Donald Trump. Basti pensare che l'episodio è finito sul tavolo del parlamento europeo.
Il caso Balogun ai Mondiali, l'operato di Trump fa ancora discutere Secondo quanto rivelato dal Times sarebbe stato proprio quest'ultimo infatti a mettere pressione sul numero uno della FIFA Gianni Infantino di rivedere la situazione che aveva portato all'espulsione di Balogun. Il centravanti nel match contro la Bosnia aveva incassato il cartellino rosso per un brutto intervento, involontario, su Muharemovic. Una decisione che aveva fatto molto discutere, visto che per una situazione simile Messi era stato graziato contro l'Algeria. Inevitabile e inesorabile però il turno di stop obbligatorio per Balogun che invece è stato "graziato" per il confronto con il Belgio, con la conferma di Trump e Infantino. Balogun a colloquio con Rudi Garcia dopo la partita tra USA e Belgio Andrew Giuliani difende Donald Trump Sulla vicenda che tra l'altro rischia di aprire un pericoloso precedente si è espresso Andrew Giuliani, ovvero il direttore del comitato organizzatore del torneo. Il figlio dell'ex sindaco di New York Rudy ha preso le difese di Donald Trump per come si sia messo in moto per far giocare comunque Balogun e mettere in stand-by la squalifica. Durante un'intervista al FIFA Fan Festival di Houston, il responsabile della task force della Casa Bianca incaricata di supervisionare i Mondiali ha detto la sua: "Gli Stati Uniti hanno speso così tanti soldi per ospitare la Coppa del Mondo che il Presidente Trump ha voluto assicurarsi che il suo Paese venisse trattato in modo equo". Il riferimento è ai 625 milioni di dollari investiti per permettere alle città americane di ospitare i match e i giocatori.










