Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiEconomia dell’eurozona resiliente al conflitto in Medio Oriente anche se la crescita sarà più lenta. Per questo si chiede agli Stati membri di mantenere i conti in ordine, rispettare i propri impegni di spesa e adottare misure volte a mitigare gli effetti della crisi energetica temporanee e mirate alle famiglie più vulnerabili e alle imprese più colpite. Questi i punti principali che emergono dallo statment dell’Eurogruppo che si è riunito il 9 luglio a Bruxelles per fare il punto sulla situazione economica e fiscale dell’Unione. Il commissario all’economia Valdis Dombrovskis ha poi sottolineato come il debito comune Ue è «già una realtà», vista la presenza del Nex Generation Eu e la disponibilità della Commissione europea di «prevedere ulteriori programmi Ue finanziati con fondi comuni, qualora se ne presentasse la necessità». Dettò ciò Dombrovskis aspetta «con interesse la proposta spagnola sula debito comune».
Economia «resiliente» ma c’è forte incertezza
L’Eurogruppo ha messo nero su bianco come gli aumenti dei prezzi dell'energia dovuti al conflitto in Medio Oriente stanno influendo sulla crescita economica dell'area euro, anche se «l'economia dell'eurozona si dimostra resiliente». Con l'aumento dei prezzi dell'energia che incide sulla crescita e sull'inflazione, le previsioni di primavera della Commissione indicano ora che la crescita economica nel 2026 continuerà a un ritmo più lento rispetto a quanto previsto in precedenza, per poi riprendersi moderatamente nel 2027. Per quanto riguarda l'inflazione, si prevede che questa raggiungerà il 3% nel 2026 a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia, «ma dovrebbe rallentare nel 2027, avvicinandosi all'obiettivo del 2%». Rimane comunque un’incertezza molto elevata sulle prospettive macroeconomiche e «i rischi per la crescita sono orientati al ribasso», continua il testo.








