Rsa: dopo Anaste, Uneba Piemonte, l'Associazione che riunisce le strutture residenziali non profit. Un'altra presa di posizione sulle recenti dichiarazioni rilasciata a La Stampa da Monsignor Vincenzo Paglia e in particolare sulla situazione in Piemonte. Un tema che divide, e che il nostro giornale segue da giorni. Settore socio-sanitario non profit: preoccupazione per il dibattito sulle Rsa Settore in fermento. "Il mondo socio-sanitario non profit esprime forte preoccupazione per il dibattito pubblico sviluppatosi negli ultimi giorni attorno al ruolo delle Rsa e, più in generale, dei servizi rivolti alle persone anziane non autosufficienti. La rete comprende enti, istituzioni, associazioni, fondazioni, imprese sociali e altre realtà impegnate nei servizi sociali, socio-sanitari ed educativi alla persona, secondo principi cristiani e senza finalità di profitto", premette Amedeo Prevete, presidente Uneba Piemonte e vice presidente Uneba nazionale. Rsa e assistenza domiciliare: perché Uneba critica le semplificazioni "No alle semplificazioni". "Le recenti dichiarazioni di monsignor Paglia, riprese da La Stampa, hanno suscitato profondo stupore. Pur riconoscendo l'importanza del confronto sul futuro dell'assistenza agli anziani, riteniamo necessario evitare letture parziali o semplificazioni che rischiano di rappresentare in modo distorto la realtà quotidiana delle strutture e dei servizi socio-sanitari - spiega Prevete -. La contrapposizione tra residenzialità e domiciliarità, se trasformata in una battaglia ideologica, è sterile e pericolosa. È sterile perché le due risposte si rivolgono a bisogni diversi e devono far parte di una filiera integrata di cura. È pericolosa quando si afferma che l'assistenza residenziale rappresenterebbe una minaccia per i conti pubblici, mentre quella domiciliare produrrebbe automaticamente risparmi significativi: una simile impostazione non tiene conto della complessità organizzativa, sanitaria, sociale ed economica dei percorsi assistenziali". Perché la domiciliarità non può sostituire le Rsa secondo Uneba Fabbisogni diversi. E ancora: "A parità di fabbisogno socio-sanitario, l'assistenza a una persona anziana non autosufficiente richiede prestazioni, competenze e continuità di cura che devono essere garantite sia in struttura sia al domicilio. In Rsa tali interventi possono essere organizzati nell'arco delle ventiquattro ore, mentre al domicilio devono essere assicurati attraverso accessi programmati, con costi aggiuntivi legati a spostamenti, logistica, strumenti disponibili e adeguatezza degli spazi abitativi. Per questo motivo, la domiciliarità va certamente sostenuta come prima risposta quando le condizioni personali, familiari e ambientali lo consentono, ma non può essere considerata una soluzione alternativa universale alla residenzialità. Oggi, il 98% degli anziani non autosufficienti assistiti in Rsa non potrebbe ricevere una risposta adeguata ai propri bisogni attraverso la sola assistenza domiciliare". Crisi delle Rsa in Piemonte: costi in aumento e tariffe regionali insufficienti "In Piemonte la situazione del settore è fortemente critica" - precisa il presidente di Uneba -. La sostenibilità del sistema è compromessa da tariffe regionali non più coerenti con l'evoluzione dei costi, a partire dall'aumento del costo del lavoro avviato nel 2024 (prossimo un ulteriore adeguamento), che rappresenta circa il 70% dei costi complessivi, cui si aggiungono il costo dell'energia e tutti gli oneri gestionali collegati". Tariffe delle Rsa in Piemonte a confronto con le altre Regioni "Le tariffe reali in convenzione, cioè la spesa effettiva pro capite della Regione Piemonte, risultano tra le più basse del Centro-Nord Italia. Per il 2025 la tariffa complessiva media in convenzione si attesta a 95 euro al giorno, a fronte, ad esempio, dei 140 euro della Lombardia, dei 115 euro del Veneto, dei 125 euro della Toscana e dei 110 euro della Liguria. A fronte di standard assistenziali sostanzialmente comparabili per impatto sui costi, la remunerazione risulta dunque fortemente disomogenea - rimarca Prevete -. Anche il numero degli ospiti in convenzione è tra i più bassi a livello nazionale. La maggiore spesa pubblica registrata negli ultimi anni è collegata soprattutto all'aumento del numero di prestazioni richieste, conseguenza della crescita del bisogno socio-sanitario e dell'evoluzione demografica del territorio". Dialogo con la Regione Piemonte e richieste del settore Rsa Dialogo tra sordi. Secondo Uneba, "Il dialogo con la Regione è stato costante e collaborativo, ma finora insufficiente sul piano economico. Anche misure come i noti 18 milioni di euro, pur rappresentando un segnale di attenzione, riguardano risorse che le strutture non hanno ancora incassato e che, con ogni probabilità, non potranno ricevere integralmente a causa del meccanismo di erogazione. Servono quindi scelte politiche urgenti e investimenti mirati per garantire la sopravvivenza del settore, in particolare del mondo non profit, ridurre i costi sanitari inappropriati e assicurare alla popolazione anziana percorsi di cura adeguati, sostenibili e dignitosi". Quali soluzioni propone Uneba per l'assistenza agli anziani non autosufficienti Risposte appropriate. Per queste ragioni, "il settore socio-sanitario non profit chiede alle istituzioni regionali e nazionali un confronto concreto, fondato sui dati e sui bisogni reali delle persone, per costruire una rete di servizi capace di integrare domiciliarità, residenzialità e soluzioni intermedie. L'obiettivo non è difendere un modello contro un altro, ma garantire agli anziani non autosufficienti e alle loro famiglie risposte appropriate, tempestive e rispettose della dignità della persona".