L’Italia continua a muoversi per spianare la strada e accelerare l’ingresso dei Balcani occidentali nell’Unione europea. Venerdì 20 luglio Villa Madama ha ospitato la riunione ministeriale del gruppo “Amici dei Balcani occidentali” e dei Ministri degli Esteri dei Balcani. L’incontro è stato presieduto dal ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani. Del gruppo fanno parte sette Paesi membri dell’Unione europea (Italia, Austria, Croazia, Grecia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia) che cooperano per sostenere l’adesione dei sei Paesi balcanici candidati o potenziali candidati alla Ue. Si tratta, in particolare, di Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia. Per la prima volta è stata inoltre invitata l’Ungheria, in virtù del suo impegno a sostegno dell’integrazione dei Balcani occidentali.

La “carta di Roma”

Il gruppo ha adottato un documento politico promosso dall’Italia sui futuri trattati di adesione. L’obiettivo di questa “carta di Roma” - si legge in una nota della Farnesina - è quello di «preservare credibilità, prevedibilità e unità del processo di allargamento». Il testo riafferma il principio della piena uguaglianza degli Stati membri dopo l’adesione, escludendo modelli di partecipazione differenziata o forme di appartenenza «di secondo livello». Viene poi ribadita la necessità di mantenere chiaro e stabile l’obiettivo finale del percorso europeo dei Paesi candidati, evitando nuovi livelli di condizionalità. Eventuali clausole di salvaguardia e misure transitorie - si spiega - devono essere fondate su esigenze oggettive, proporzionate, temporanee e calibrate sulle specificità di ciascun Paese.