Contro la 22enne sputi, un pugno e una coltellata al volto: "Non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare". Pm chiede carcere per Mohamed Saidi
"Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare". A raccontarlo, sporgendo denuncia contro Mohamed Saidi, il 27enne algerino arrestato per averla aggredita e sfregiata giovedì pomeriggio alla fermata della metro Duomo di Milano, è la vittima, una 22enne originaria del Marocco.
La giovane ripercorre il suo pomeriggio in centro: l'incontro casuale con una connazionale in piazza Duomo, un'ora prima dell'aggressione. Poi il giro per negozi in comitiva e infine l'ingresso, sempre in gruppo, nella stazione Duomo. E qui, mentre è seduta con l'amica su una panchina in attesa del treno diretto verso Comasina, "improvvisamente un uomo che non avevo mai visto prima si rivolge a me in lingua araba e con un tono intimidatorio esclama: 'Che cazzo guardi?'".La 22enne gli risponde in arabo, spiegandogli che "il mio sguardo era in realtà rivolto alla mia amica". Saidi però non ci crede e le grida una serie di pensanti insulti. La ragazza, spaventata, gli chiede di allontanarsi e lo avverte che, se non se ne fosse andato, avrebbe chiamato la polizia.











