Roma, 10 lug. (askanews) – Negli ultimi anni la salute mentale è diventata uno dei temi centrali nel dibattito sul futuro del lavoro. Stress cronico, burnout, disingaggio e turnover rappresentano oggi sfide concrete per le organizzazioni, con impatti diretti sulla produttività, sulla retention dei talenti e sulla qualità delle relazioni interne.

Secondo il “Report sulla Retribuzione 2025” di Coverflex, oltre tre lavoratori su quattro (83%) dichiarano di sentirsi mentalmente esausti almeno qualche volta, mentre più di uno su due ha pensato di lasciare il proprio lavoro per motivi legati alla salute psicologica o fisica. Tra le principali fonti di stress emergono carichi di lavoro eccessivi, mancanza di riconoscimento e scarse prospettive di crescita professionale.

In questo scenario, il benessere psicologico non può più essere affrontato esclusivamente attraverso iniziative isolate o singoli benefit aziendali, ma richiede un ripensamento più profondo dei modelli organizzativi e manageriali.

Gestione dei carichi di lavoro, leadership, possibilità di crescita, fiducia e qualità della comunicazione interna sono oggi elementi centrali per costruire ambienti di lavoro sostenibili, ridurre il rischio di burnout e migliorare il coinvolgimento delle persone.