La piccola Beatrice – per la cui morte sono stati arrestati la madre e successivamente il compagno – aveva nicotina nei polmoni. È uno degli elementi più inquietanti emersi dall’autopsia sulla bambina di due anni trovata senza vita il 9 febbraio a Bordighera. Secondo le prime indiscrezioni sugli accertamenti medico-legali, la presenza della sostanza non sarebbe compatibile con una semplice esposizione al fumo passivo, ma sarebbe riconducibile a un’aspirazione. Un dettaglio che assume particolare rilievo alla luce degli elementi già raccolti dagli investigatori nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della bambina. Negli atti dell’indagine compare infatti un video nel quale, secondo l’accusa, Emanuel Iannuzzi, compagno della madre Manuela Aiello, avrebbe fatto fumare a Beatrice una sigaretta artigianale mentre la madre e le due sorelle maggiori assistevano alla scena. Nell’ordinanza di custodia cautelare il giudice per le indagini preliminari di Imperia aveva ipotizzato che quella sigaretta potesse contenere hashish o marijuana.
Gli accertamenti dovranno ora stabilire con precisione quando e in quali circostanze la bambina abbia assunto la nicotina e quale eventuale ruolo abbia avuto questo elemento nella vicenda. L’autopsia, eseguita dal professor Francesco Ventura su incarico della Procura di Imperia, avrebbe comunque confermato che la causa della morte è da ricondurre a una gravissima emorragia cerebrale provocata da un violento trauma alla testa. Secondo quanto emerso dalle prime valutazioni, un intervento medico tempestivo avrebbe potuto evitare il decesso.









