Sono numerose le valute sotto i riflettori sul mercato dei cambi in questo avvio di luglio. Resta chiaramente al centro del dibattito il dollaro, che ha leggermente perso terreno la scorsa settimana con il cambio fra l’euro e la divisa americana salito in area 1,1440. A frenare il dollaro le parole del nuovo governatore Warsh, che ha utilizzato toni da colomba – ossia più accomodanti – spiegando come le aspettative di inflazione negli Stati Uniti si sono attenuate nell'ultimo mese e vi sia dunque una minore urgenza nel procedere con aumenti dei tassi di interesse. I dati sull’occupazione americana di giugno, poi, sono risultati inferiori alle attese, contribuendo a rilanciare la tesi di una Fed destinata a restare guardinga su rialzi troppo veloci ai tassi per non frenare l’economia.

Inoltre, nelle ultime settimane i flussi di greggio circolati attraverso lo Stretto di Hormuz sono saliti notevolmente, contribuendo a una netta discesa del petrolio che è tornato a salire dopo le parole con cui Trump ha dichiarato finita la tregua con l’Iran (76 dollari al barile il Brent). Ora C’è comunque attesa per la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione del FOMC, il braccio operativo di politica monetaria della Fed, in arrivo in settimana (in merito alla riunione di giugno). Lo sguardo degli operatori, però, viaggia anche verso l’Oriente. Nelle ultime sedute è cresciuta la volatilità sullo yen, con il rapporto fra il dollaro e la valuta nipponica arrivato a dei massimi ultradecennali in area 163, prima di ritracciare verso 160-161. A sostenere la valuta nipponica troviamo la news pubblicata da Reuters che ha rilanciato l'ipotesi secondo cui il Giappone potrebbe smettere di segnalare in anticipo i suoi piani di intervento di politica monetaria a sostegno dello yen. L’obiettivo sarebbe quindi quello di sfruttare maggiormente l’effetto sorpresa ottenendo maggiori risultati con minore impiego di capitale. Una minore prevedibilità delle mosse della Bank of Japan potrebbe quindi frenare le posizioni ribassiste di speculative contro lo yen.