L'Unione europea è entrata nell'ultima fase dei negoziati per raggiungere un accordo su una nuova tornata di sanzioni contro Mosca, mentre i Paesi corrono per evitare un aggiornamento politicamente disastroso del price cap sul petrolio russo.
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Secondo le regole, il tetto, attualmente fissato a 44,10 dollari al barile, deve essere adeguato automaticamente ogni sei mesi per restare del 15% al di sotto del prezzo medio di mercato.
La prossima revisione è prevista per il 15 luglio.
Da quando il prezzo del petrolio russo è schizzato in seguito alla chiusura dello stretto di Hormuz, è certo che la revisione farà salire il tetto molto più in alto, probabilmente fino a 58 dollari al barile. Questo darebbe al Cremlino un po' di respiro in un momento in cui la sua economia è sottoposta a crescenti pressioni e l'Ucraina gode di slancio sul campo di battaglia.








