Il Riesame rilascia gli attentatori della linea Roma-Firenze: "Non sono terroristi"

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Tutti fuori. La stagione di attentati anarchici culminata nella bomba piazzata sull'Alta velocità ferroviaria il 14 febbraio scorso resta senza conseguenze: i sette estremisti arrestati il 16 giugno su richiesta della Procura della Repubblica di Roma vengono liberati in blocco da un'ordinanza del Tribunale del Riesame della Capitale. "Insufficienza di indizi", la motivazione, che liquida come campate in aria le indagini della Digos, la richiesta dei pm e l'ordinanza di custodia spiccata il mese scorso dal giudice preliminare. Cinque erano stati messi in carcere e due agli arresti domiciliari, le accuse erano di associazione con finalità di terrorismo, per i due direttamente collegati all'agguato alla Tav c'era anche "di aver concorso nella realizzazione di attentato a impianti di pubblica utilità, aggravato dalla finalità di terrorismo".Secondo le indagini della Digos, corroborate anche da indicazioni precise provenienti dai servizi segreti, i sette erano collegati alla Federazione anarchica informale, il magma violento che in questi anni ha partorito una lunga serie di atti terroristici, e a cui appartenevano anche Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, dilanianati nel marzo scorso a Roma dall'esplosione di un ordigno che stavano preparando. All'area contigua alla Fai era apparso subito riconducibile anche l'attentato del 29 maggio alla linea ferroviaria Modena-Brennero, realizzato utilizzando lo stesso accelerante impiegato da Ardizzone e da Mercogliano. Una settimana dopo era arrivata la rivendicazione anarchica, "Abbiamo deciso di sabotare la linea ferroviaria sulla tratta Verona-Brennero, passaggio strategico e fondamentale per l'esportazione e l'importazione di merci, materie prime, armamenti".