Secondo i Nas, il professionista avrebbe eseguito l'intervento per motivi religiosi in totale assenza dei requisiti igienico-sanitari, provocando gravi danni al bambino di pochi mesi
Un cardiologo di 63 anni è stato denunciato per aver eseguito una circoncisione su un neonato di pochi mesi sul tavolo della cucina dell’abitazione dei genitori. L’intervento avrebbe provocato gravi lesioni al bambino e, come riporta Il Fatto Quotidiano, la famiglia ha deciso di sporgere denuncia nei confronti del medico bresciano. A seguito della segnalazione, i Nas di Brescia hanno avviato un’indagine che si è conclusa con la denuncia del professionista. Secondo gli accertamenti, il medico avrebbe effettuato l’intervento al di fuori di una struttura sanitaria, priva quindi degli standard igienico-sanitari e di sicurezza previsti per questo tipo di operazioni, utilizzando come piano operatorio il tavolo della cucina dell’abitazione della famiglia. Pratica che, secondo la normativa vigente, può comportare una sanzione fino a 30mila euro.
Le indagini: perché il neonato è stato circonciso
Le indagini hanno accertato che il neonato è figlio di una giovane coppia di origine pakistana che, per motivi religiosi, aveva deciso di sottoporlo alla circoncisione. Il cardiologo bresciano sarebbe stato contattato su indicazione di alcuni familiari, che avrebbero fornito ai genitori i suoi recapiti. L’intervento, però, non sarebbe stato eseguito in una struttura sanitaria autorizzata, bensì nell’abitazione della famiglia, dove il tavolo della cucina sarebbe stato utilizzato come piano operatorio. Una circostanza che configura una violazione della legge, la quale prevede che questo tipo di procedure venga effettuato esclusivamente in strutture autorizzate.









