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Anche se ormai la grande maggioranza dei videogiochi viene acquistata digitalmente, l’annuncio con cui Sony ha anticipato che dal 2028 non stamperà più dischi per le sue console PlayStation è stato molto discusso e contestato, soprattutto perché rischia di rendere più complicato il modo in cui si accede e si utilizzano. Analisti e giornalisti lo hanno descritto come un cambiamento che avrà conseguenze profonde sul settore e sul modo in cui le persone fruiscono dei videogiochi, e che ridurrà o eliminerà possibilità che fino a oggi erano date per scontate, come rivendere i dischi, prestarli, possederli fisicamente e quindi poter giocare in qualsiasi momento.

Entro un anno e mezzo i nuovi giochi sia per PlayStation 4 sia per PlayStation 5, di Sony o altri editori, potranno essere ottenuti solo attraverso lo store digitale accessibile dalle console, con un acquisto o riscattando un codice che per allora avrà sostituito i dischi all’interno delle confezioni disponibili nei negozi. Nelle scorse settimane era stato annunciato che questa soluzione riguarderà anche Grand Theft Auto VI, il videogioco più atteso del decennio, la cui uscita è prevista per il 19 novembre: alcuni analisti ritengono che la tempistica del comunicato di Sony sia collegata.