Casalbordino strage infinita, morto un operaio. Terza esplosione in sei anniL’incidente nella fabbrica a contrada Termini: 59 trafitto da una scheggia, ferito un collegaPaola CalvanoCASALBORDINO Una strage infinita. Una violenta deflagrazione ha scosso ieri mattina contrada Termini, a Casalbordino. Un’esplosione alla ex Esplodenti Sabino, la terza in sei anni, è costata la vita a Carlo Piscopo, 59 anni, capo reparto della fabbrica da qualche mese passata sotto il controllo della Arca Defence, impresa turca che ha rilevato la polveriera. Nell’incidente è rimasto ferito anche C.B., un collega di Montefalcone del Sannio: le condizioni di C.B. non sono gravi. L’esplosione è arrivata ad appena 24 ore di distanza dalla tragedia avvenuta a Torano di Borgorose, all’interno della Pirotecnica Mattei che ha provocato la morte di Simone Colle, 30 anni, e di sua madre Teresa Tozzi, 60 anni. Unanime l’indignazione del mondo sindacale e politico: basta morti sul lavoro e stop alle lavorazioni pericolose, a chiederlo sono sindacati e politici. A Casalbordino la lunga scia di sangue è iniziata nel 1992 con la morte di un lavoratore della Esplodenti Sabino: le vittime della polveriera, da ieri, sono salite a 8. Negli ultimi 6 anni, a Casalbordino, sono morti 7 operai. UN ALTRO INCIDENTE MORTALE E ieri il bilancio poteva essere ancora più tragico: un malore provvidenziale dovuto al caldo ha evitato che nell’esplosione venisse coinvolto anche Angelo Piscopo, figlio di Carlo che stava lavorando accanto al padre. La famiglia Piscopo chiede ora giustizia: a rappresentarla è l’avvocato Pompeo Del Re. Quella di ieri era cominciata come una giornata simile a tante altre: in programma lavori di bonifica all’interno di un capannone da riconvertire in funzione delle nuove produzioni della Arca Defence. Carlo Piscopo, 59 anni, originario di Casoria ma da decenni a Casalbordino, stava spostando un vascone che conteneva presumibilmente residui delle vecchie lavorazioni. In fabbrica al momento c’erano una decina di operai. Gli altri sono in cassa integrazione. Il vascone da spostare purtroppo conteneva un innesco. Pare che la vittima si sia accorta dell’esca ed abbia cercato di allontanarsi. Purtroppo, dopo pochi secondi lo scoppio ha provocato una pioggia di schegge. E una ha colpito Piscopo al cuore: l’operaio è caduto a terra senza vita, la morte è stata istantanea. Inutili i soccorsi. Il collega che era vicino a lui, C.B., è stato colpito da altre schegge al braccio e al torace ma le lesioni non sono gravi. PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE OPPURE IN EDICOLA Leggi anche Leggi anche