Casalbordino (Chieti) conta un nuovo morto in un incidente all’ex Sabino Esplodenti. “Siamo arrivati a sette morti dal 2020 e non cambia nulla. È l’accettazione di qualsiasi livello di sacrificio”, denuncia a Fanpage.it il portavoce di Forum H2O Augusto De Sanctis.
La ex Sabino Esplodenti di Casalbordino
Questa mattina, giovedì 9 luglio, intorno alle ore 8, una persona è morta e un'altra è rimasta ferita all’interno della ex Sabino Esplodenti di Casalbordino, in provincia di Chieti. Non è la prima volta che lo stabilimento specializzato in smaltimento di ordigni e munizioni finisce al centro di episodi di cronaca. Dal 2020 a oggi si sono verificati tre incidenti gravissimi nei quali hanno perso la vita un totale di sette operai.
Nel 2025 l'azienda ha cambiato proprietà passando dalla italiana Sabino Esplodenti alla Arca Defence Italy SpA, società con sede a Milano appartenente al gruppo turco Arca Defence, specializzato nel settore della difesa. "Siamo arrivati a sette morti, è un triste record. Dopo i primi due incidenti, un paese normale avrebbero imposto la riconversione dell'azienda verso produzioni meno pericolose. Già con il primo incidente abbiamo presentato diversi esposti per chiedere chiarezza, ma siamo stati ignorati". Lo spiega a Fanpage.it Augusto De Sanctis, portavoce dell'associazione ambientalista Forum H2O Abruzzo.











