HomePesaroCronacaSi ammalò per l’amianto. Famiglia di un carabiniere vince la sua battagliaMaresciallo capo dell’Arma morì a 56 anni per mesotelioma pleurico. La domanda per il riconoscimento di vittima del dovere fu respinta.Maresciallo capo dell’Arma morì a 56 anni per mesotelioma pleurico. La domanda per il riconoscimento di vittima del dovere fu respinta.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciPer tredici anni hanno chiesto che quella morte non venisse archiviata come una disgrazia. Ora un giudice ha dato ragione alla famiglia: il maresciallo capo dei carabinieri di Fano, G.G., morto a 56 anni per mesotelioma pleurico, è vittima del dovere. Il Tribunale di Pesaro ha collegato la malattia all’esposizione all’amianto durante gli anni di servizio nell’Arma e ha condannato il Ministero dell’Interno a riconoscere agli eredi i benefici previsti dalla legge.

È una decisione definitiva, perché non impugnata e che obbliga il Ministero dell’Interno a riconoscere agli eredi i benefici previsti dalla legge. Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona), il loro valore complessivo è di circa 500mila euro "tra cui la speciale elargizione di circa 290mila euro – si legge in una note dell’Ona -, gli assegni vitalizi di 2300 mensili, e i relativi arretrati maturati nel corso degli anni per un importo complessivo di circa 500 mila euro". "Questa sentenza restituisce dignità alla memoria del Maresciallo Capo che non è morto per una tragica fatalità, ma per aver servito il proprio Paese in condizioni che lo hanno esposto all’amianto" – dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’Ona e difensore della famiglia.