HomeFirenzeCronacaLa strage dei Georgofili. Carabiniere inalò amianto, mezzo milione ai familiariIl maresciallo fu tra i primi a intervenire e scavò tra macerie e polvere. Morì a 56 anni per mesotelioma pleurico. Riconosciuta la causa di servizioLa mattina del 27 maggio emerse il cratere: in quel punto esplose il FiorinoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPesaro, 10 luglio 2026 – Ha passato una vita nei carabinieri. Tra gli interventi che hanno segnato la sua carriera e la sua vita c’è stato quello dopo la strage di via dei Georgofili, a Firenze, quando fu tra i primi a scavare tra le macerie per cercare i sopravvissuti. Ma in quel luogo devastato dall’esplosione c’erano, dispersi nell’aria, amianto e polveri pericolose. Anni dopo quel carabiniere è morto. Aveva 56 anni ed è stato ucciso da un mesotelioma pleurico. Oggi, dopo 13 anni di battaglia giudiziaria, il Tribunale di Pesaro ha stabilito che quella malattia è legata all’esposizione all’amianto in diverse occasioni durante il servizio e ha riconosciuto il maresciallo capo G.G., originario di Fano, vittima del dovere. È una decisione definitiva, perché non impugnata, e obbliga il Ministero dell’Interno a riconoscere agli eredi i benefici di legge. Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona), il loro valore complessivo è di circa mezzo milione “tra cui la speciale elargizione di 290mila euro – si legge in una note dell’Ona -, gli assegni vitalizi di 2300 mensili, e i relativi arretrati maturati nel corso degli anni per un importo complessivo di circa 500 mila euro”. La notte del 26 maggio i soccorritori si trovarono di fronte una scena terribile (Pressphoto)
La strage dei Georgofili. Carabiniere inalò amianto, mezzo milione ai familiari
Il maresciallo fu tra i primi a intervenire e scavò tra macerie e polvere. Morì a 56 anni per mesotelioma pleurico. Riconosciuta la causa di servizio






