Giletti rivendica di essersi occupato da tempo del caso dell'attentato contro Ranucci, con cui ammette di avere un rapporto «schietto» segnato da divergenze. Cosa pensa di Lavitola e dell'amicizia con il conduttore di Report

Con uno come Valter Lavitola, Massimo Giletti dice che non avrebbe voluto mai averci a che fare. A differenza di Sigfrido Ranucci, con cui Giletti ha avuto non poche tensioni da quando è sbarcato in Rai, proprio sulla stessa Raitre del conduttore di Report. Dal festival del Libro Possibile a Polignano a Mare, Giletti parla di rapporto «schietto», ma segnato da divergenze. Di certo, sul caso delle indagini sul faccendiere considerato dalla procura il mandante della bomba fuori dalla casa di Ranucci, Giletti non si risparmia nei commenti sul palco del festival con il direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci.

Giletti e l’amicizia tra Ranucci e Lavitola

Giletti rivendica di seguire la vicenda da tempo; «Io sono estremamente cauto – dice – ricordo semplicemente che, come dice l’ordinanza, i criminali che hanno messo l’esplosivo sotto le macchine di Ranucci, li ho identificati io. Sono stato io a dire per la prima volta che erano su una 500 arrivata dalla Campania e che erano legati alla Camorra». Ma è sul legame personale tra Ranucci e Lavitola, di cui fatica a spiegarsi l’origine: «Mi interesserebbe chiedere a Sigfrido come ha fatto a stringere un rapporto d’amicizia con una persona di questo tipo, che poi scopriamo potrebbe essere l’uomo che ha gestito, non si sa per quale motivo, quell’attentato. È una cosa che mi lascia perplesso».