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Il consigliere provinciale dem, Narciso Ricotta

"I crediti non vengono riscossi, ma i debiti rimangono tutti, prefigurando un destino incerto e pieno di nubi". Narciso Ricotta, consigliere provinciale del Pd, giudica come una sparata demagogica e fuorviante del presidente della Provincia, Alessandro Gentilucci, della cancellazione – da parte dell’Ata – di 10 milioni di costi extra, fuori dal Piano economico finanziario. "Il cittadino può pensare che ci ha guadagnato qualcosa: in realtà non è così, perché la vera notizia è che la Tari aumenterà fino al 2031". Gentilucci, però, ha rassicurato, sostenendo che poi le tariffe saranno ridotte. "La verità è che ci sarà un nuovo Pef, e solo sulla base di questo potremo dire se seguiteranno ad aumentare, come io ritengo probabile, oppure no. I 10 milioni di extra costi non erano recuperabili perché tutti gli aumenti della tariffa Tari consentiti dalla legge (normativa Arera) sono già stati applicati: fortuna che c’è l’Arera che pone dei limiti a tutela dei cittadini vessati". Detto questo, secondo Ricotta l’operazione è stata un azzardo, per diversi motivi e, forse, con uno scopo nascosto, di medio periodo, non dichiarato. "E’ ovvio che i Comuni abbiano votato favorevolmente, a tutela dei loro cittadini, ma questo non significa che Cosmari ora goda di buona salute. Cosmari srl ha una posizione debitoria pesante, pari a circa 30 milioni e, con la decisione presa, non incassa 10 milioni: ci sono crediti che non vengono riscossi, ma i debiti rimangono tutti". Certo, i comuni sono contenti perché non pagano questi dieci milioni, "ma qualora la società dovesse registrare delle difficoltà i debiti dovrebbero essere ripianati dagli stessi comuni, non da altri". Un’ipotesi remota? Niente affatto, visto che, tanto per dirne una, uno dei fattori su cui si regge un equilibrio fragile è quello dell’ampliamento della discarica a Cingoli, riducendo i costi per trasferire i rifiuti fuori provincia (come si fa adesso). Sulle procedure incombono ricorsi al Tar che potrebbero bloccare tutto, ma anche in assenza di questi, nessuno mette la mano sul fuoco rispetto all’entrata in funzione dell’impianto entro il 2027. "In questo quadro delicato, sottolinea Ricotta - si inserisce la vicenda Pierantoni, che ha ottenuto un risarcimento di 216mila euro perché ingiustamente non gli è stato assegnato il ruolo di direttore e, di recente, una ulteriore richiesta di risarcimento milionaria dell’ex apicale Stefano Monachesi". Insomma, per Ricotta il futuro di Cosmari appare pieno di nubi. "Ma da questa situazione – conclude il consigliere del Pd - qualcuno può trarre giovamento. Trent’anni fa amministratori locali virtuosi crearono il Cosmari proprio per avere la gestione del ciclo dei rifiuti in mano pubblica, per evitare speculazioni private e il rischio di infiltrazioni malavitose. Oggi, a pensar male, l’indebitamento di Cosmari, che i Comuni non sarebbero in grado di ripianare, potrebbe aprire le porte ad un "salvatore" privato con capacità di investimento che metterebbe le mani su un affare molto redditizio, che è – appunto - quello dei rifiuti".