Pubblicato il: 10/07/2026 – 7:00
di Paola Suraci
REGGIO CALABRIA Centomila euro al mese, “minimo minimo”. È la cifra che, secondo quanto ricostruito dal Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, l’imprenditore Alfredo Furfaro — soprannominato “il filosofo” — avrebbe versato per anni ai vertici della cosca Piromalli di Gioia Tauro in cambio della “tranquillità” di operare sul mercato con le proprie aziende. Un pizzo che, secondo l’informativa consegnata alla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria coordinata dal procuratore Giuseppe Borrelli e dall’aggiunto Stefano Musolino, si sarebbe alimentato proprio con le commesse legate ai lavori di ammodernamento del tratto autostradale A3 — oggi A2, l’ex Salerno-Reggio Calabria — compreso tra le uscite di Gioia Tauro, Palmi e Bagnara Calabra. A raccontarlo, in un’intercettazione del 9 marzo 2022 a bordo di una Fiat Panda intestata ad Antonio Zito, è lo stesso Zito a Giuseppe Piromalli, “Facciazza”, il patriarca ottantenne della cosca tornato libero nel 2021 dopo 22 anni di detenzione. Per Piromalli, la spiegazione della sicurezza con cui Furfaro si muoveva sul mercato delle imprese anche negli anni in cui lui era dietro le sbarre — un arco di tempo che l’informativa colloca tra il 1999 e il 2021 — sta tutta nella protezione che gli garantivano i tre vertici assoluti della cosca: i fratelli Gioacchino, classe 1934, e Antonio, classe 1939, quest’ultimo noto come “U Catanisi”, e il nipote Gioacchino, classe 1969, detto “L’Avvocato”. “Ecco perché… lui era tranquillo…”, dice Piromalli a Zito, che gli chiede il motivo di quella tranquillità. La risposta del boss è secca: “con lo sponsor che aveva… con lo sponsor che aveva lui… di tutti i tre…”. È Zito, nella stessa conversazione, a mettere sul tavolo i numeri: “secondo me… non… minimo minimo… gli dava… centomila euro al mese… e glieli dava! minimo!”. E a chiarire da dove venissero quei soldi: dalle imprese impegnate nei lavori sul tratto autostradale della Piana. “Il pezzo di Gioia… Palmi… fino all’uscita di Bagnara”, dice, riferendosi all’estensione del cantiere. Quando Piromalli, sorpreso dalla cifra, lascia cadere un’imprecazione, Zito chiude il discorso con una battuta amara sull’ampiezza dei lavori: “ah no! che ti pare che ha fatto un chilometro?”.








