La lunga scalinata che porta all’ingresso della Fortezza Spagnola di Porto Santo StefanoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUn nuovo percorso museale capace di raccontare la storia del territorio, superando il tradizionale concetto di esposizione statica e trasformando la Fortezza Spagnola in uno spazio più moderno, accessibile e interattivo. È questa la direzione del progetto di riqualificazione del museo della Fortezza Spagnola di Porto Santo Stefano, illustrato dagli studiosi Marco Paperini (storico) e Carolina Megale (archeologa), incaricati dal Comune di elaborare una proposta progettuale. L’obiettivo è quello di ripensare gli spazi attuali, nati in parte come soluzioni temporanee ma rimasti invariati per molti anni, creando un museo più legato all’identità dell’Argentario e alla sua evoluzione nei secoli. Tra i primi aspetti affrontati c’è quello dell’accessibilità della Fortezza, oggi condizionata dalla presenza della lunga scalinata d’ingresso che rende difficoltosa la visita alle persone con problemi di mobilità.
La proposta prevede una riorganizzazione dei contenuti in due grandi sezioni. La prima, dedicata alla storia più antica del promontorio, racconterebbe la preistoria, la protostoria, il periodo etrusco e quello romano. Tra le ipotesi più suggestive c’è anche quella di ricostruire ambienti e contesti del passato, come la Grotta dei Santi, importante testimonianza della presenza dell’uomo di Neanderthal all’Argentario, utilizzando nuove tecnologie e strumenti multimediali. La seconda sezione sarebbe invece dedicata all’età moderna, con particolare attenzione allo Stato dei Presìdi, al sistema delle fortificazioni, alle torri costiere e alla storia della stessa Fortezza Spagnola. Un modo per valorizzare maggiormente il legame tra il contenitore museale e il luogo che lo ospita. L’idea è quella di superare il modello del museo tradizionale, dove il visitatore osserva semplicemente reperti e pannelli, puntando invece su esperienze immersive, ricostruzioni tridimensionali e strumenti capaci di coinvolgere direttamente il pubblico. La riqualificazione interesserebbe inoltre i servizi di accoglienza, con una revisione degli spazi destinati ai visitatori e l’ipotesi di introdurre nuovi servizi, compresa un’area ristoro.






