FORTEZZA. Per oltre un secolo ha incarnato l’idea di confine, controllo e difesa. Da questa estate, invece, il Forte di Fortezza si trasforma in un laboratorio di incontro, immaginazione e partecipazione. È qui che oggi prende il via “Fort Biennale_02 – Reclaiming Collective”, la 2a edizione della rassegna di arte contemporanea, che fino all’8 novembre porterà tra le mura della storica fortezza artisti, ricercatori, musicisti e cittadini attorno a una domanda tanto semplice quanto urgente: come possiamo tornare a essere una comunità?
In un tempo attraversato da guerre, crisi climatiche, polarizzazione politica e crescente isolamento sociale, la risposta proposta dai curatori Hannes Egger, Andrea Lerda e Veronika Vascotto non passa attraverso slogan o manifesti ideologici, ma attraverso l’arte, il dialogo e l’esperienza condivisa. Non a caso il titolo scelto è “Reclaiming Collective”, un invito a recuperare il senso dello stare insieme in un’epoca che sembra spingere sempre più verso la frammentazione. Più che una mostra, la Biennale si presenta come un grande esperimento partecipativo. Le opere non chiedono solo di essere osservate, ma di essere vissute, discusse. “Fort Biennale_02 si concepisce non soltanto come una mostra, ma come un formato aperto e partecipativo”, spiegano i curatori.









