Con buona pace degli 80 pinguini arrivati dall’assessorato alla Scuola guidato da Daniele Ara, nei nidi (ancora aperti) si bolle. Situazione "insopportabile" denunciano dalla Cgil Fp a Sgb passando per Uil Fp, Cobas e Usb. I sindacati chiedono di prevedere, in caso di allerta arancione o rossa, di anticiparne la chiusura. Di questa proposta "ho parlato lungamente con il sindaco Matteo Lepore - risponde Ara -, ma non siamo dell’idea di ridurre l’orario dei nidi per il disagio ulteriore che creeremmo alle famiglie. Sarebbe un disservizio che non ci possiamo permettere". Sulle cucine, aggiunge Ara, "va ripresa una discussione sul fatto che a luglio possiamo avere pasti dai nostri Centri che già servono materne, primarie e alcune scuole medie". "Sul tema – accusa la consigliera di FdI, Manuela Zuntini –, il Comune deve smetterla di muoversi in un’ottica emergenziale. Il problema è dibattuto, da almeno dieci anni, in consiglio". Almeno due i milioni necessari per raffrescare tutti i nidi e le materne, allora "che la giunta Lepore li stanzi: le risorse ci sono. Perché non le attinge dall’ingente avanzo di bilancio 2025 oppure dal Fondo per la riparazione e l’adattamento climatico creato dal Comune con questa finalità? Il fondo a fine 2025 ammontava a 2,4 milioni". Invece "è usato per finanziare gli inutili alberelli di piazza Maggiore e per coprire parte dei costi che spettavano a Tper per l’invio della tessera Boost alle famiglie".