L’installazione è a Palazzo Martinengo ino a domenica Il percorso espositvo è arricchito dal progetto “Io sono Odissea. Scarabocchi di una filogenesi sbilenca“Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciIl passato diventa presente e definisce chi siamo nel futuro, reiterando stereotipi e pregiudizi che sono il terreno di cui si nutre la violenza di genere. Ciascuno, tuttavia, può diventare un “punto di fuga“, con un atto semplice ma rivoluzionario: comprendere che certi meccanismi possono essere interrotti. Da questa riflessione nasce l’installazione che apre “Penelopi“, opera d’arte relazionale realizzata da Patrizia Benedetta Fratus, insieme a Butterfly Centro Antiviolenza e Case rifugio, al termine di un percorso con un migliaio di ragazzi e ragazze delle scuole, ospitata in Palazzo Martinengo, fino al 12 luglio.
In esposizione, anche l’opera che, da Brescia, prenderà poi la strada per il mondo, entrando a far parte del progetto internazionale “Kid’s Guernica“: su una tela delle stesse dimensioni del quadro di Picasso, ragazze e ragazzi hanno “impresso“ la loro visione del mondo, dopo un percorso di riflessione sulla violenza. "Se capiamo che sono le narrazioni a dominare il mondo, possiamo diventarne noi gli autori – sottolinea Patrizia Benedetta Fratus –. Con ragazzi e ragazze abbiamo condiviso che il conflitto più lungo, taciuto e accettato è quello tra uomini e donne. Con quest’opera, chiediamo pace".










