Riccione è diventata un piccolo avamposto della flotta stellare. Nei giorni dell’Italian Global Series, decine di fan in costume punteggiano le strade e affollano le sale per incontrare i protagonisti di Star Trek: Strange New Worlds (la quarta stagione dal 23 luglio è su Paramount+). Testimonianza di quanto, a quasi 60 anni dalla prima messa in onda (l’8 settembre), continui a parlare a generazioni diverse di spettatori. E il motivo, spiegano i protagonisti Anson Mount (foto), Rebecca Romijn e Celia Rose Gooding, va oltre la fantascienza. "Ho iniziato da ragazzino a guardare Star Trek – racconta Mount (che interpreta Christopher Pike) – non mi chiedevo dove stessero andando, ma da dove partissero. È questo il fascino: guardare oltre il buio". Per l’attore, il desiderio di cercare un’intelligenza oltre la nostra specie "non è soltanto curiosità scientifica, ma qualcosa che tocca un nervo dell’essere umano, la stessa emozione carica di aspettativa che si prova prima di un primo appuntamento".
Romijn (Una Chin-Riley) sottolinea invece che grazie a Star Trek "si alimentano anche i dialoghi in famiglia, dalla domanda più semplice alla più vertiginosa: siamo davvero soli nell’universo?". Per Celia Rose Gooding (Nyota), invece, il cuore di Star Trek resta la capacità di immaginare un futuro migliore. "La saga – dice – ha sempre cercato di piegare il corso della storia verso una maggiore giustizia: la diversità non è una minaccia ma una risorsa culturale e umana. Se imparassimo ad abbracciare ciò che ci è sconosciuto, avremmo meno paura e più possibilità di crescere insieme".









