HomeRiminiCronaca"Incassi in calo a luglio". L’estate grigia dei negoziRiccione: nell’isola pedonale e in viale Dante la crisi del commercio si fa sentire. Metto (Consorzio): " I numeri turistici dicono poco se i conti non tornano" .Maurizio MettoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNegozi aperti giorno e sera, ma pochi clienti all’interno. E’ quello che sta accadendo in questa prima parte di estate. I timori sul luglio fiacco hanno contagiato anche i commercianti dell’isola pedonale e di viale Dante. Se i bagnini sono rimasti spiacevolmente sorpresi per una partenza del mese, i commercianti speravano almeno di poter resistere a una crisi che pare inesorabile. "Ma gli incassi sono in calo", ammette Maurizio Metto, presidente del Consorzio di viale Ceccarini.

"Le premesse erano altre – prosegue Metto -. Non è certo la prima stagione in cui in maggio e in giugno si festeggiano numeri turistici in crescita per poi fare i conti con una parte centrale dell’estate non all’altezza. Quest’anno, purtroppo, pare che il copione si stia ripetendo". Tornano i soliti problemi, a partire dalla capacità di spesa dei turisti. "Lo sappiamo che la capacità di spesa non è più quella di un tempo, ma il problema continua ad aumentare. Non so se è un problema di presenze turistiche. Per alcuni ce ne sono meno, per altri no. Di visitatori se ne vedono, ma gli acquisti non seguono la quantità di persone che soggiornano in città". Siamo alle solite: serve una clientela di maggior qualità. E’ un mantra che si ripete da anni, senza che nessuno abbia trovato ricette magiche. Quest’anno il caro carburanti, le tensioni internazionali e i costi dei voli aerei avevano fatto pensare che potesse muovere verso Riccione una clientela alto spendente che altrimenti sceglierebbe altri lidi nel mondo. "La speranza c’era, ci si aspettava altro rispetto alla situazione attuale. Il punto è sempre lo stesso. C’è una questione di modello turistico e prodotto che va affrontata. I numeri turistici dicono poco quando alla fine bisogna fare i conti in tasca".