Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciC’è un programma da completare e situazioni critiche da gestire. Giorgia Meloni in questa fase ha messo in cima alla sua agenda i dossier di politica interna. Lo dimostra l’input dato agli uffici di Palazzo Chigi e ai Ministeri di eseguire uno screening degli obiettivi e dei provvedimenti rimasti in sospeso, per individuare quelli da portare a termine prima della fine della legislatura. Ma anche la riunione, convocata al ritorno da Ankara, con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e alcuni ministri, per affrontare il tema della sicurezza, estesa anche al caos lungo le linee ferroviarie, tra le cui cause il leader leghista ha indicato anche "il terrorismo", oltre a "disagi, chi ruba rame, chi trancia cavi".
Il confronto si è tenuto nel pomeriggio, all’indomani del vertice Nato in Turchia, dove Meloni ha sostanzialmente annunciato un cambio di passo spiegando che lunedì, per occuparsi dei "dossier in patria", si farà rappresentare dal vicepremier Antonio Tajani al vertice dei Volenterosi sull’Ucraina a Parigi. "Nessun disimpegno sull’Ucraina ma non mi posso permettere un disimpegno sull’Italia", la puntualizzazione della presidente del Consiglio che più volte, in passato, ha difeso le sue numerose missioni internazionali, spiegando che "la politica estera è maledettamente indispensabile per quella interna, ancora di più nei momenti di crisi". Lo scenario globale continua a destare preoccupazione ai piani alti del governo. Ma in Italia la politica è entrata in una nuova fase.










