HomeCronaca“L’Orologio Cinese di Turandot“. Puccini nella sua versione ineditaLa presentazione del libro di Maurizio Sessa domenica alle 18.30 a Palazzo Collacchioni a CapalbioLa presentazione del libro di Maurizio Sessa domenica alle 18.30 a Palazzo Collacchioni a CapalbioRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciCAPALBIO (Grosseto)Al posto del frac d’ordinanza per le grandi “prime” in palcoscenico indossò il giaccone di cuoio del cacciatore. Del cacciatore maremmano provetto. E con impeccabile eleganza abituale, tanto da suscitare l’ammirazione dei convenuti. Correva il dicembre del 1896, allorché Giacomo Puccini venne accolto nell’eletta schiera di adepti del culto di Diana cacciatrice che si riuniva nel signorile palazzo di Marco e Maria Collacchioni, che, ieri come oggi, dall’alto incorona Capalbio.

E fra Puccini e Capalbio fu amore a prima vista. O meglio a prima schioppettata di posta al cignale. Gli amabili padroni di casa risiedevano a Sansepolcro e possedevano il latifondo di Capalbio. Lui, Marco Collacchioni, era il nipote del senatore Giambattista Collacchioni, proprietario terriero e filantropo, appartenente all’alta borghesia risorgimentale. Lei, Maria de Piccolellis, di nobili origini napoletane, mecenate e animatrice culturale, era sorella del violoncellista di fama internazionale Ottavio de Piccolellis, amico intimo del compositore lucchese reduce dal controverso successo de “La bohème” rappresentata per la prima volta il 1° febbraio 1896 al Teatro Regio di Torino.