Un paio di mesi fa ero in uno studio televisivo, a fingermi interessata ai fatti del giorno e in cambio il conduttore avrebbe detto due parole sul romanzo che stavo cercando di vendere, e che nessuno si comprava. Erano settimane di mezzo gaudio: il mal comune era che non vendeva nessuno.

Erano anche le settimane in cui Giuli litigava con Buttafuoco, e quella mattina sui giornali c’era il testo di non so che memo in cui non so chi del ministero della Cultura aveva scritto che loro dovevano costruire un’egemonia pubblicando scrittori di destra.

Nello studio televisivo, oltre a me, c’erano un uomo e una donna di cui non avevo come sempre ascoltato nomi e ruoli durante le presentazioni, ma per fortuna il dibattito pubblico è fatto di curve e quindi alla seconda parola già sapevo che lui era del Pd e lei di Fratelli d’Italia.

Ho detto che non capivo in che secolo vivesse chi pensava di creare un’egemonia non a mezzo video di TikTok ma coi libri, ora che nessuno legge più niente. La signora di Fratelli d’Italia si è agitata moltissimo: non diamo quest’immagine dei giovani italiani.

Ho risposto: ma quali giovani italiani, non legge più niente nessuno da nessuna parte, le vendite dei libri sono drammatiche e sono pure falsate dai fondi che il ministero ha appena dato alle biblioteche, senza i quali saremmo ai numeri negativi.