VENEZIA - Sei diverse segnalazioni, tutte a raccontare lo stesso schema, lo stesso abuso. Il primario allungava le mani, approfittava dei momenti in cui le infermiere, le logopediste, le fisioterapiste erano impegnate nella riabilitazione di un paziente, quando non potevano reagire. E, se le donne trovavano da ridire, il medico rispondeva screditando le colleghe dal punto di vista umano e professionale, anche davanti alla direzione.

Il dottor Alberto Scarpa si è licenziato e ha cambiato lavoro: sempre fisiatra, ma in altre strutture private. L’ospedale San Raffaele Arcangelo della Madonna dell’orto, e quindi l’ordine San Giovanni di Dio Fatebenefratelli che lo gestisce, si è invece visto condannare a un risarcimento danni da quasi 11 mila euro: se infatti era stato il medico a molestare le sue subalterne, l’ente non ha fatto in modo di tutelare le dipendenti, che all’epoca dei fatti non sapevano di potersi rivolgere alla commissione locale abusi - comunque composta solo da uomini, nessuno dei quali con una formazione adeguata per ispirare la giusta fiducia nelle vittime.Causa civile A far emergere la vicenda il procedimento avviato da una delle professioniste aggredite dal primario, che si è rivolta allo studio legale Cornelio per rivalersi sull’ordine ospedaliero privato - e che ha ottenuto 10.809 euro di risarcimento , tra danno biologico permanente e danno morale (la donna è stata giudicata invalida al sei per cento, le è stato diagnosticato un disturbo dell’adattamento cronico con ansia e umore depresso). Le testimonianze delle sue colleghe e delle responsabili della struttura sanitaria hanno però permesso di ricostruire la questione anche oltre quello che ha riguardato la 45enne. Le altre dipendenti del Fatebenefratelli non hanno solo confermato l’agitazione e il disagio della donna, ma hanno infatti raccontato di essere state a loro volta bersaglio delle attenzioni non richieste: «Sono stata anche io vittima di molestie da parte del dottor Scarpa - raccontava un’infermiera - altre erano nella mia stessa situazione, riferivano di più episodi nel corso degli anni». Confrontandosi l’una con l’altra le sanitarie hanno scoperto di avere tutte la stessa storia, che hanno poi riassunto in una serie di scritti anonimi inoltrati alla direzione. «Nessuna di noi sapeva a chi rivolgersi, non ci era mai stata segnalata l’esistenza di un’apposita commissione» (la formazione interna a riguardo è datata 2023, almeno un anno dopo gli abusi). Dai fogli anonimi si è passati alle contestazioni firmate e «di lì a poco Scarpa non si è più visto», confermavano le lavoratrici. Le segnalazioni hanno effettivamente portato a un procedimento disciplinare interno contro il primario, che è stato subito messo in ferie. Poi, nel corso di un incontro tra i vertici della struttura e i suoi legali, il medico ha deciso di presentare le proprie dimissioni - anticipando di fatto un possibile licenziamento. Contro di lui, al momento, non risulterebbero denunce penali - ma non è detto che ora, dopo la condanna in sede civile, non sia proprio l’ordine ospedaliero a volergli chiedere conto dei danni pagati.