Ronaldo Salgado, figlio maggiore di Lorenzo Salgado Araujo, il muratore messicano ucciso da un agente dell’Ice mercoledì a Houston mentre raccoglieva i suoi operai per andare in cantiere, nel corso di una conferenza stampa ha chiesto giustizia per suo padre. «Non meritava di morire. Né di essere ridotto a un titolo di giornale: “Messicano ucciso dall’Ice”», ha detto. «Meritava di vivere una vita tranquilla come Lorenzo Salgado Araujo».
RONALDO HA RICOSTRUITO le ultime ore del padre contraddicendo punto per punto la versione del Dipartimento per la sicurezza interna, il Dhs, che sostiene che Salgado Araujo abbia speronato un veicolo dell’Ice, ignorato i comandi verbali e cercato di investire un agente. Suo padre, ha detto, aveva studiato cosa fare se l’Ice lo avesse fermato. «Se avesse visto un emblema dell’Ice o qualsiasi simbolo delle forze dell’ordine, si sarebbe fermato. Probabilmente stava scappando perché temeva che gli rubassero gli attrezzi dal furgone».
Negli ultimi mesi Salgado Araujo stava regolarizzando la propria posizione: biometria, dichiarazioni di datori di lavoro, appuntamenti burocratici. «Avevamo messo i puntini sulle i, barrato tutte le t. Era vicino a ottenere il suo status legale». Non aveva precedenti. Tre uomini che erano con lui, tra cui uno zio, sono stati fermati dall’Ice e da allora nessuno ne ha avuto notizie.








